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Com’è nata la tua passione per la palla a spicchi?

In realtà è nato tutto per gioco, avevo bisogno di fare movimento e buttare qualche chilo, tramite Giorgia che allenava mio figlio ho saputo di questo gruppo di Senior che si riuniva la sera per giocare a basket e mi sono detto perché no?
Beh mi sono innamorato follemente di questo sport.

Ti sei avvicinato  alla pallacanestro da “grande”, sensazioni? 

Mi sono avvicinato da grande visto che il mio primo tiro a canestro l’ho fatto proprio con questo bellissimo gruppo!
Posso solo dire che mi sono perso davvero tanta roba.

Caratteristiche fondamentali di un giocatore?

Rendersi utile in uno sport di squadra significa mettere il gruppo sopra il singolo, fare un passo indietro quando un compagno può fare qualcosa meglio di te, mettere a disposizione le proprie caratteristiche e non mollare mai, questo quando si è in campo, invece fuori dal campo cercare di fare gruppo coinvolgere tutti e farli sentire parte di qualcosa di più grande di un singolo giocatore. In uno sport come il basket il buon player è fondamentale ma senza un collettivo che rema dalla stessa parte non si ottiene nulla.

Il tuo cestista preferito? 

Non seguo molto il basket e nemmeno la tanto conclamata NBA, che come dice il nostro amico Colucci non è pallacanestro, però mi è capitato più volte di vedere la Virtus Roma e confesso che ho un debole per Landi, mi piace il fatto che è sempre l’ultimo a mollare… insomma proprio perché gioca a Roma un vero gladiatore.

Come si riesce a rendersi utili per la squadra? 

Sicuramente grinta altruismo concentrazione e molto autocontrollo (su quest’ultima al coach sto facendo fare gli straordinari diciamo), poi c’è il discorso tecnico ma magari rispondo fra 2 o 3 anni quando l’avrò capito anche io..

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